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Le origini di Lido Adriano: bonifiche, campagne e risaie

Prima dei terreni agricoli: dall’Impero Romano alle bonifiche

Molto prima di diventare una delle località balneari più conosciute della Riviera Ravennate e dei terreni agricoli, questo tratto di costa aveva un aspetto completamente diverso.

Dove oggi si trovano la spiaggia, il paese e gli stabilimenti balneari si estendeva un vasto ambiente costiero formato da mare, lagune salmastre, canali navigabili, paludi e cordoni dunosi.

In questo paesaggio sorse il grande porto romano di Classe, fondato da Augusto alla fine del I secolo a.C. e destinato a diventare una delle principali basi navali dell’Impero Romano. Il porto non si affacciava direttamente sul mare aperto, ma era ricavato all’interno di una grande laguna collegata all’Adriatico da un canale navigabile.

L’antica linea di costa si trovava diversi chilometri più a ovest rispetto a quella attuale e il territorio era in continua trasformazione. I sedimenti trasportati dai fiumi, insieme all’azione del mare, modificarono lentamente il paesaggio, facendo avanzare la costa verso l’Adriatico e creando nuove terre emerse.

Per sostenere l’attività del porto e della flotta imperiale, i Romani piantarono e favorirono lo sviluppo delle pinete costiere, utilizzando il legname per la cantieristica navale e le costruzioni, la resina e i pinoli, già molto apprezzati nell’antichità.

Dopo la caduta dell’Impero romano, il progressivo venir meno della manutenzione dei sistemi idraulici favorì una nuova evoluzione del territorio: i fiumi modificarono più liberamente il paesaggio e i sedimenti trasportati dalle loro acque contribuirono alla formazione di nuove terre, facendo avanzare lentamente la linea di costa verso il mare nel corso del Medioevo.

Le nuove terre emerse furono progressivamente colonizzate dalla vegetazione: sulle dune costiere si svilupparono gli ambienti naturali che avrebbero caratterizzato il litorale ravennate e favorito la crescita delle sue pinete.

Nel corso del Medioevo monasteri, abbazie e comunità locali ebbero un ruolo importante nella gestione di questi spazi, valorizzandoli come risorsa economica e ambientale e contribuendo alla loro conservazione nel tempo.

Nei secoli successivi il paesaggio cambiò ancora.

Le aree umide lasciarono gradualmente spazio ai pascoli, ai campi coltivati, alle risaie e infine alle grandi opere di bonifica dell’Ottocento e del Novecento.

Fu questo lungo processo, durato quasi due millenni, a creare il territorio sul quale sorsero gran parte dei terreni della Tenuta Raspona e, dal 1964, la moderna località di Lido Adriano.

La Tenuta Raspona e il paesaggio agricolo

Questa parte della costa ravennate era inserita in un territorio caratterizzato dalla presenza di grandi proprietà agricole, tra cui la storica Tenuta Raspona, legata al paesaggio rurale e costiero dell’area.

Il territorio presentava le caratteristiche tipiche della pianura litoranea ravennate: terreni bassi e argillosi, segnati dalla presenza dell’acqua, con canali, zone umide, aree boscate e ambienti naturali che si estendevano tra la campagna e il mare.

Per lungo tempo questo paesaggio mantenne un equilibrio tra ambienti naturali e attività agricole: campi coltivati, pinete, zone umide e spazi selvatici convivevano in un territorio profondamente legato alla presenza dell’acqua.

La gestione di queste terre rappresentò per secoli una componente importante dell’economia locale e della storia del territorio ravennate.

Per rendere queste terre utilizzabili per l’agricoltura furono necessari importanti interventi di bonifica e di controllo delle acque.

Le bonifiche: trasformare la palude in terra produttiva

La trasformazione del territorio fu possibile grazie a secoli di opere idrauliche.

La costruzione di canali, arginature e sistemi di drenaggio permise progressivamente di controllare le acque e ridurre il rischio di allagamenti.

Un ruolo fondamentale ebbero le opere legate ai Fiumi Uniti, nati dall’unione dei fiumi Ronco e Montone, che modificarono profondamente l’assetto idraulico della zona ravennate.

Questi interventi non cambiarono soltanto il paesaggio, ma crearono le condizioni per lo sviluppo dell’agricoltura e per la nascita di una nuova economia rurale.

Gli scariolanti: uomini che hanno costruito il territorio

La bonifica del territorio ravennate non è solo una storia di opere idrauliche, ma soprattutto di persone.

Gli scariolanti erano operai specializzati che, armati di pala, piccone e carriola, spostavano ogni giorno enormi quantità di terra per scavare canali, costruire argini e prosciugare le paludi. Lavoravano in condizioni spesso difficili, tra fango, acqua e clima ostile, affrontando una fatica che oggi è difficile immaginare.

Grazie al loro impegno, e alle grandi opere di bonifica realizzate tra l’Ottocento e il Novecento, vaste aree del Ravennate furono trasformate in terreni agricoli fertili e sicuri. È proprio su questi terreni bonificati che, molti anni dopo, sarebbe sorta anche Lido Adriano.

Gli scariolanti sono ancora oggi uno dei simboli della storia sociale della Romagna: il loro lavoro ha cambiato per sempre il paesaggio e ha reso possibile lo sviluppo economico e turistico della costa.

Le risaie: il paesaggio prima del mare

Tra le coltivazioni più caratteristiche dell’area destinata alla futura Lido Adriano vi furono le risaie.

Fino al 1960 vaste superfici dei terreni agricoli appartenenti alla Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna venivano allagate durante il ciclo produttivo del riso, creando un paesaggio suggestivo fatto di specchi d’acqua, canali e riflessi del cielo. Le risaie rappresentavano non solo una risorsa economica di grande importanza, ma anche uno degli elementi più caratteristici del paesaggio costiero ravennate del Novecento.

Questa realtà era diversa da quella della storica Tenuta Raspona, che per lungo tempo aveva ospitato un’agricoltura più tradizionale, basata soprattutto sulla coltivazione dei cereali, sui prati e sui pascoli.

Con il passaggio di parte dei terreni alla Federazione delle Cooperative e il progressivo sviluppo dell’agricoltura moderna, le aree bonificate furono organizzate secondo criteri più produttivi, favorendo anche l’estensione delle risaie.

Accanto al riso, nel territorio ravennate erano diffuse anche altre coltivazioni di grande importanza, tra cui la canapa, utilizzata per la produzione di corde, tessuti e vele, oltre ai cereali e, in alcune zone della provincia, al tabacco.

L’ultima raccolta del riso nei terreni destinati alla futura Lido Adriano avvenne nel 1960, pochi anni prima dell’inizio della trasformazione urbanistica che avrebbe dato origine alla moderna località balneare.

Lo sapevi?

Fino al 1960, dove oggi sorgono alberghi, stabilimenti balneari e condomini di Lido Adriano, si estendevano risaie e campi coltivati. Per gran parte dell’anno il paesaggio era dominato da specchi d’acqua, canali e argini, un ambiente molto diverso da quello che conosciamo oggi.

Dalla campagna alla città sul mare

Per secoli questo territorio rimase legato all’agricoltura e alla gestione delle acque.

Poi, negli anni del boom economico italiano, arrivò una nuova idea: trasformare questa vasta area agricola in una moderna località turistica affacciata sull’Adriatico.

Questa trasformazione sarà il capitolo successivo della storia di Lido Adriano.