MENU

La nascita di Lido Adriano: il sogno di una città sul mare

Gli inizi della costruzione di Lido Adriano negli anni Sessanta: dalla campagna agricola alla nuova città sul mare

Gli inizi della costruzione di Lido Adriano negli anni Sessanta: dalla campagna agricola alla nuova città sul mare

Da territorio agricolo a nuova frontiera turistica

All’inizio degli anni Sessanta l’Italia stava vivendo una fase di grande trasformazione.

Il boom economico aveva cambiato il modo di vivere degli italiani e il turismo balneare stava diventando un fenomeno sempre più importante.

La Riviera Romagnola iniziava ad affermarsi come una delle destinazioni turistiche più dinamiche d’Europa, grazie alla capacità di unire ospitalità, servizi e innovazione.

In questo contesto nacque l’idea di trasformare una vasta area agricola sulla costa ravennate in una nuova località moderna, progettata per accogliere residenti e turisti.

Il futuro di quella terra, per secoli legata alle campagne e alle risaie, sarebbe cambiato per sempre.

Area costiera della futura Lido Adriano fine anni '50

Conte Augusto Chiericati e l’idea della nuova città

Il progetto di Lido Adriano ebbe origine dall’incontro tra la Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna e l’imprenditore vicentino conte Augusto Chiericati.

Nel 1961 venne raggiunto un accordo che avrebbe avviato il processo di trasformazione dell’area. Chiericati individuò in questo tratto di costa il luogo ideale per realizzare una nuova località turistica, capace di distinguersi dalle stazioni balneari già esistenti e di proporre un modello urbanistico moderno e innovativo.

La vendita definitiva dei terreni fu perfezionata nel 1964 e riguardò un’area di circa 332 ettari, fino a quel momento destinata prevalentemente all’agricoltura. Da quell’acquisizione prese avvio il progetto che avrebbe portato, pochi anni dopo, alla nascita di Lido Adriano.

La scelta del territorio e gli studi preliminari

La nascita di Lido Adriano non fu una scelta casuale.

Prima della decisione definitiva vennero analizzate diverse località costiere italiane per individuare il luogo più adatto alla realizzazione di un nuovo insediamento turistico.

Gli studi presero in considerazione diversi elementi:

  • posizione geografica;
  • possibilità di sviluppo;
  • collegamenti;
  • caratteristiche ambientali;
  • disponibilità di aree ampie da trasformare.

La costa ravennate risultò particolarmente interessante per la presenza di grandi spazi ancora disponibili e per la vicinanza con una città ricca di storia e cultura come Ravenna.

Dietro questa scelta vi furono persone capaci di guardare lontano. Il principale artefice fu Augusto Chiericati (1900-1977), imprenditore vicentino attivo nel settore dell’energia. All’inizio degli anni Sessanta intuì il grande potenziale turistico della costa ravennate e acquistò circa 332 ettari di terreni tra Punta Marina e la foce dei Fiumi Uniti, allora ancora occupati da campi coltivati e appartenenti alla Federazione Ravennate delle Cooperative. Fu lui a promuovere la realizzazione di una nuova località balneare costruita interamente da zero.

Accanto a Chiericati operarono figure di primo piano. L’urbanista e architetto Ludovico Quaroni, tra i maggiori protagonisti dell’urbanistica italiana del Novecento, progettò il piano urbanistico presentato nel 1962 e approvato dal Comune di Ravenna nel 1964, immaginando una moderna città turistica organizzata, funzionale e immersa nel verde.

Un contributo fondamentale arrivò anche dalla Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna, che realizzò gran parte delle opere edilizie e delle infrastrutture, dagli alberghi agli impianti tecnologici fino al celebre Residence Adriatico. Accanto ad Augusto Chiericati, anche la figlia Anna Maria Chiericati seguì da vicino l’avanzamento dei lavori, contribuendo allo sviluppo del progetto nelle sue fasi successive.

Grazie alla visione di questi protagonisti, un territorio allora prevalentemente agricolo si trasformò in pochi anni in Lido Adriano, una delle più importanti località balneari della Riviera Romagnola.

Ludovico Quaroni e il progetto urbanistico

La nascita di Lido Adriano rappresentò una delle più interessanti esperienze di pianificazione urbanistica della costa ravennate del secondo dopoguerra.

La nuova località venne inserita nel più ampio Piano Regolatore Generale del Comune di Ravenna, elaborato dall’architetto e urbanista Ludovico Quaroni, una delle figure più importanti dell’urbanistica italiana del Novecento.

Quaroni ebbe il compito di dare forma a un’idea ambiziosa: non costruire soltanto un insieme di edifici vicino al mare, ma progettare una vera città turistica, dotata di una propria identità e capace di funzionare anche oltre la stagione estiva.

Il progetto nasceva da una concezione moderna dell’abitare, dove gli spazi costruiti dovevano convivere con l’ambiente naturale e con luoghi destinati alla vita sociale. La nuova località venne pensata con un’organizzazione ordinata degli spazi, evitando la crescita spontanea che aveva caratterizzato molti altri centri balneari.

Il piano prevedeva:

  • ampie aree verdi, considerate parte integrante della qualità urbana;
  • servizi pubblici per sostenere la vita quotidiana della comunità;
  • strutture ricettive per lo sviluppo turistico;
  • spazi collettivi destinati all’incontro e alla socialità;
  • una rete viaria funzionale per collegare le diverse zone della nuova località.

La visione di Quaroni anticipava alcuni temi che sarebbero diventati centrali nell’urbanistica contemporanea: il rapporto tra costruito e natura, l’importanza degli spazi pubblici e la necessità di creare luoghi pensati per le persone e non soltanto per il turismo.

Il progetto urbanistico venne presentato al Comune di Ravenna nel 1962 e il 19 giugno 1964 il Consiglio Comunale approvò il Piano Regolatore, dando ufficialmente il via alla realizzazione di Lido Adriano.

Da quel momento il disegno sulla carta iniziò a trasformarsi in realtà: prendeva forma una nuova località sul litorale ravennate, progettata secondo una visione moderna e destinata a diventare uno dei principali centri turistici della Riviera Romagnola.

La scelta del nome

Anche il nome della nuova località fu scelto con grande attenzione, per creare un legame profondo con la storia e la cultura del territorio ravennate.

Secondo la tradizione, fu Don Giovanni Mesini, sacerdote, studioso della storia di Ravenna e grande conoscitore delle opere di Dante Alighieri, a proporre il nome Lido Adriano.

L’ispirazione nacque dalla lettura di una delle terzine più significative del XXI Canto del Paradiso della Divina Commedia (vv. 121-123), canto composto da Dante durante il suo soggiorno a Ravenna intorno al 1320 e dedicato alla figura di San Pier Damiano:

«In quel loco fu’ io Pietro Damiano,
e Pietro Peccator fu’ ne la casa
di Nostra Donna in sul lito adriano.»

L’espressione “lito adriano” indica il litorale adriatico ravennate e richiama la chiesa di Santa Maria in Porto Fuori, luogo profondamente legato alla storia religiosa e culturale della città.

Il verso dantesco rappresentava quindi il punto d’incontro tra il nuovo insediamento turistico e l’identità più profonda di Ravenna: una città millenaria, legata alla spiritualità, all’arte e alla memoria di Dante Alighieri, che proprio qui trascorse gli ultimi anni della sua vita.

La scelta del nome non fu quindi un semplice riferimento geografico, ma un omaggio alla storia e alla cultura del territorio.

Fin dalla sua nascita, Lido Adriano volle unire il futuro di una moderna località balneare alle radici profonde della tradizione ravennate.

Lo sapevi?

Il nome Lido Adriano unisce due elementi simbolici legati alla storia e all’identità della nuova località.

Lido, perché nasce come località turistica affacciata sul mare Adriatico.

Adriano, per il richiamo geografico all’Adriatico e, secondo la tradizione locale, per il legame con il patrimonio culturale di Ravenna e con il mondo di Dante Alighieri.

I primi cantieri e la trasformazione del territorio

Prima di costruire la nuova città fu necessario preparare un territorio ancora profondamente legato all’ambiente agricolo.

Furono realizzate importanti opere di sistemazione del terreno, con interventi di riporto e livellamento necessari per rendere edificabili le nuove aree.

Un ruolo fondamentale fu svolto dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna (CMC), impegnata nelle opere di urbanizzazione:

  • strade;
  • reti tecnologiche;
  • servizi;
  • infrastrutture.

La campagna iniziava lentamente a lasciare spazio alla nuova città sul mare.

I primi simboli della nuova località

Tra le prime realizzazioni che caratterizzarono la crescita di Lido Adriano vi fu il Residence Adriatico, uno degli edifici simbolo della fase iniziale dello sviluppo.

Negli stessi anni nacquero idee architettoniche ambiziose, come il progetto dell’Ara – Ala di Berardi, una grande struttura monumentale pensata come possibile simbolo della nuova località.

Anche se questo progetto non venne mai realizzato, rappresenta ancora oggi la testimonianza delle grandi aspettative che accompagnarono la nascita di Lido Adriano.

Una nuova storia stava iniziando

Nel giro di pochi anni una terra agricola affacciata sul mare si trasformò in una nuova realtà urbana.

La nascita di Lido Adriano rappresentò una delle più interessanti esperienze di sviluppo turistico della Riviera Romagnola: un progetto nato dall’incontro tra impresa, urbanistica e visione del futuro.

Ma la storia non finisce qui.

Dopo la nascita arrivò il periodo della grande crescita: alberghi, residence, attività commerciali e migliaia di visitatori contribuirono a costruire l’identità della località.