Gli inizi della costruzione di Lido Adriano negli anni Sessanta: dalla campagna agricola alla nuova città sul mare

Da territorio agricolo a nuova frontiera turistica
All’inizio degli anni Sessanta l’Italia stava vivendo una fase di grande trasformazione.
Il boom economico aveva cambiato il modo di vivere degli italiani e il turismo balneare stava diventando un fenomeno sempre più importante.
La Riviera Romagnola iniziava ad affermarsi come una delle destinazioni turistiche più dinamiche d’Europa, grazie alla capacità di unire ospitalità, servizi e innovazione.
In questo contesto nacque l’idea di trasformare una vasta area agricola sulla costa ravennate in una nuova località moderna, progettata per accogliere residenti e turisti.
Il futuro di quella terra, per secoli legata alle campagne e alle risaie, sarebbe cambiato per sempre.

Conte Augusto Chiericati e l’idea della nuova città
Il progetto di Lido Adriano nacque dall’iniziativa dell’imprenditore vicentino conte Augusto Chiericati (1900-1977), che all’inizio degli anni Sessanta intuì le potenzialità turistiche della costa ravennate e promosse la realizzazione di una nuova località balneare costruita interamente da zero.
Nel 1961 raggiunse un accordo con la Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna per l’acquisizione di un vasto comprensorio costiero. La vendita definitiva dei circa 332 ettari di terreno fu perfezionata nel 1964, ponendo le basi per uno dei più importanti interventi urbanistici della Riviera Romagnola.
Più che una semplice operazione immobiliare, l’obiettivo di Chiericati era creare una città moderna progettata unitariamente, capace di coniugare turismo, servizi e qualità urbana.
La scelta del territorio e gli studi preliminari
La nascita di Lido Adriano non fu una scelta casuale.
Prima della decisione definitiva furono valutate diverse possibilità insediative, fino a individuare nella costa ravennate il contesto più adatto alla realizzazione della nuova località balneare.
Le valutazioni riguardarono numerosi aspetti:
- la posizione geografica;
- le possibilità di sviluppo urbanistico;
- i collegamenti con la rete viaria;
- le caratteristiche ambientali;
- la disponibilità di ampie superfici ancora libere da edificazioni..
La costa ravennate si rivelò particolarmente favorevole grazie alla presenza di un vasto territorio agricolo, alla vicinanza con una città ricca di storia e cultura come Ravenna e al pregio dell’ambiente naturale, caratterizzato dalla pineta e dalla fascia costiera adriatica.
Queste caratteristiche permisero di progettare una località completamente nuova, senza i vincoli imposti da un tessuto urbano già esistente.
Dietro questa scelta vi furono persone capaci di guardare lontano. Il principale artefice fu Augusto Chiericati (1900-1977), imprenditore vicentino attivo nel settore dell’energia. All’inizio degli anni Sessanta intuì il grande potenziale turistico della costa ravennate e acquistò circa 332 ettari di terreni tra Punta Marina e la foce dei Fiumi Uniti, allora ancora occupati da campi coltivati e appartenenti alla Federazione Ravennate delle Cooperative. Fu lui a promuovere l’iniziativa che avrebbe portato alla nascita di Lido Adriano.
Per dare forma a questa visione, Augusto Chiericati si affidò all’architetto e urbanista Ludovico Quaroni, incaricato di elaborare il piano della futura località.
Un contributo fondamentale arrivò anche dalla Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna, che realizzò gran parte delle opere edilizie e delle infrastrutture, dagli alberghi agli impianti tecnologici fino al celebre Residence Adriatico. Accanto ad Augusto Chiericati, anche la figlia Anna Maria Chiericati seguì da vicino l’avanzamento dei lavori, contribuendo allo sviluppo del progetto nelle sue fasi successive.
Grazie alla visione di questi protagonisti, un territorio allora prevalentemente agricolo si trasformò in pochi anni nella nuova realtà urbana di Lido Adriano, una delle principali località balneari del litorale ravennate.
Ludovico Quaroni e il progetto urbanistico
Per dare forma alla visione di Augusto Chiericati, l’incarico della progettazione urbanistica venne affidato all’architetto Ludovico Quaroni, tra i maggiori protagonisti dell’urbanistica italiana del Novecento.
Il piano urbanistico, presentato al Comune di Ravenna nel 1962 e approvato dal Consiglio Comunale il 19 giugno 1964, non prevedeva soltanto la costruzione di edifici destinati al turismo, ma la realizzazione di una vera città balneare, progettata in modo unitario e destinata a funzionare anche oltre la stagione estiva. L’approvazione del piano rappresentò il passaggio decisivo verso la realizzazione concreta di Lido Adriano.
Lido Adriano rappresentò uno dei rari esempi italiani di località balneare progettata unitariamente prima dell’avvio dei cantieri, secondo una visione complessiva del territorio e non come semplice ampliamento progressivo di un insediamento già esistente.
Il progetto nasceva da una concezione moderna dell’abitare, nella quale gli spazi costruiti dialogavano con l’ambiente naturale e con luoghi dedicati alla vita collettiva. L’organizzazione ordinata del territorio rappresentava un’alternativa alla crescita spontanea che aveva caratterizzato molte altre località costiere italiane.
Il piano prevedeva:
- ampie aree verdi, considerate parte integrante della qualità urbana;
- servizi pubblici per sostenere la vita quotidiana della comunità;
- strutture ricettive per lo sviluppo turistico;
- spazi collettivi destinati all’incontro e alla socialità;
- una rete viaria funzionale per collegare le diverse zone della nuova località.
La visione di Quaroni anticipava alcuni temi che sarebbero diventati centrali nell’urbanistica contemporanea: il rapporto tra costruito e natura, l’importanza degli spazi pubblici e la necessità di creare luoghi pensati per le persone e non soltanto per il turismo.
Da quel momento il disegno sulla carta iniziò a trasformarsi in realtà: prendeva forma una nuova località sul litorale ravennate, progettata secondo una visione moderna e destinata a diventare uno dei principali centri turistici della Riviera Romagnola.

La scelta del nome
Anche il nome della nuova località fu scelto con grande attenzione, per creare un legame profondo con la storia e la cultura del territorio ravennate.
Secondo la tradizione, fu Don Giovanni Mesini, sacerdote, studioso della storia di Ravenna e grande conoscitore delle opere di Dante Alighieri, a proporre il nome Lido Adriano.
L’ispirazione nacque dalla lettura di una delle terzine più significative del XXI Canto del Paradiso della Divina Commedia (vv. 121-123), canto composto da Dante durante il suo soggiorno a Ravenna intorno al 1320 e dedicato alla figura di San Pier Damiano:
«In quel loco fu’ io Pietro Damiano,
e Pietro Peccator fu’ ne la casa
di Nostra Donna in sul lito adriano.»
L’espressione “lito adriano” indica il litorale adriatico ravennate e richiama la chiesa di Santa Maria in Porto Fuori, luogo profondamente legato alla storia religiosa e culturale della città.
Il verso dantesco rappresentava quindi il punto d’incontro tra il nuovo insediamento turistico e l’identità più profonda di Ravenna: una città millenaria, legata alla spiritualità, all’arte e alla memoria di Dante Alighieri, che proprio qui trascorse gli ultimi anni della sua vita.
La scelta del nome non fu quindi un semplice riferimento geografico, ma un omaggio alla storia e alla cultura del territorio.
Fin dalla sua nascita, Lido Adriano volle unire il futuro di una moderna località balneare alle radici profonde della tradizione ravennate.
Lo sapevi?
Il nome Lido Adriano unisce due elementi simbolici legati alla storia e all’identità della nuova località.
Lido, perché nasce come località turistica affacciata sul mare Adriatico.
Adriano, per il richiamo geografico all’Adriatico e, secondo la tradizione locale, per il legame con il patrimonio culturale di Ravenna e con il mondo di Dante Alighieri.

I primi cantieri e la trasformazione del territorio
Prima di costruire la nuova città fu necessario preparare un territorio ancora profondamente legato all’ambiente agricolo.
Furono realizzate importanti opere di sistemazione del terreno, con interventi di riporto e livellamento necessari per rendere edificabili le nuove aree.
Un ruolo fondamentale fu svolto dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna (CMC), impegnata nelle opere di urbanizzazione:
- strade;
- reti tecnologiche;
- servizi;
- infrastrutture.
La campagna iniziava lentamente a lasciare spazio alla nuova città sul mare.
I primi simboli della nuova località
Tra le prime realizzazioni che caratterizzarono la crescita di Lido Adriano vi fu il Residence Adriatico, uno degli edifici simbolo della fase iniziale dello sviluppo.
Negli stessi anni nacquero idee architettoniche ambiziose, come il progetto dell’Ara – Ala di Berardi, una grande struttura monumentale pensata come possibile simbolo della nuova località.
Anche se questo progetto non venne mai realizzato, rappresenta ancora oggi la testimonianza delle grandi aspettative che accompagnarono la nascita di Lido Adriano.
Una nuova storia stava iniziando
Nel giro di pochi anni una terra agricola affacciata sul mare si trasformò in una nuova realtà urbana.
La nascita di Lido Adriano rappresentò una delle più interessanti esperienze di sviluppo turistico della Riviera Romagnola: un progetto nato dall’incontro tra impresa, urbanistica e visione del futuro.
Ma la storia non finisce qui.
Dopo la nascita arrivò il periodo della grande crescita: alberghi, residence, attività commerciali e migliaia di visitatori contribuirono a costruire l’identità della località.

